Carlo Lettieri

Carlo Lettieri

Giovedì, 24 Aprile 2014 00:00

Necropoli a Pozzuoli

Un viaggio da via celle a san Vito.

Per info: 800144176

Domenica, 27 Aprile 2014 00:00

La Darsena: pesca e tradizioni

Un itinerario per le scuole nella Darsena del porto di Pozzuoli, alla riscoperta della pesca e delle tradizioni.

Per info: 800144716

Giovedì, 24 Aprile 2014 00:00

San Paolo l'approdo a Pozzuoli

L'itinerario ripercorre l'approdo di San Paolo a Pozzuoli e si conclude nella chiesa di San Giuseppe.

Per info: 800144176

 

Giovedì, 24 Aprile 2014 00:00

La Grotta di Seiano

La Grotta di Seiano

Per info: 800144176

 

Domenica, 27 Aprile 2014 00:00

Assapora Pozzuoli

Dal porto di Pozzuoli a Villa Avellino, passando per la chiesa di San Giuseppe. Conclusione dell'itinerario con cena in ristorante tipico.

Per info: 800144176.

Foto della chiesa di san Giuseppe: Enzo Buono per Segnideitempi

 

Domenica, 27 Aprile 2014 00:00

Puteoli colonia romana

Dopo 50 anni, il sabato e la domenica sarà possibile varcare il cancello del Rione Terra per una visita suggestiva alla scoperta del Tempio Duomo.

Per info: 800144176 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Domenica, 27 Aprile 2014 00:00

La Cattedrale di Pozzuoli

L'11 maggio 2014 ha riaperto al culto la Basilica Cattedrale san Procolo Martire sul Rione Terra a Pozzuoli.

Fin dal II secolo a.C. lo sperone tufaceo del Rione Terra, la rocca dell’antica Puteoli, era dominata dal Capitolium, il tempio dedicato alla triade celeste – Giove, Giunone e Minerva – venerata dai Romani sul Campidoglio.

Al tempo di Augusto, però, questa costruzione fu trasformata in un sontuoso monumento marmoreo ad opera dell’architetto Lucio Cocceio Aucto. Si trattava, secondo la felice definizione di Ferdinando Castagnoli di “uno dei più corretti esempi di classicismo augusteo”.

La planimetria dell’edificio puteolano corrisponde quasi perfettamente alla definizione di tempio pseudoperiptero data dal celebre storico dell’architettura Marco Vitruvio Pollione nel suo trattato De Architectura e ne rappresenta uno dei migliori esempi, insieme alla Maison Carrée di Nimes e al tempio di Apollo sul Palatino. I ritrovamenti archeologici compiuti in questi ultimi cinquant’anni nell’intera area hanno indotto Fausto Zevi a ritenere che sul Rione Terra abbiano operato maestranze sceltissime, formatesi direttamente sugli insegnamenti dei grandi cantieri augustei di Roma.

Si può quindi sostenere che se Puteoli nel II secolo a.C. poteva essere definita “Delus minor” per la straordinaria ricchezza dei suoi traffici, al tempo di Augusto essa divenne una “parva Roma”, per la magnificenza e l’eleganza dei suoi edifici.

Il bradisismo e l’invasione dei Visigoti (410) determinarono l’abbandono della città da parte dei suoi abitanti e la progressiva decadenza del suo impianto urbanistico.

Ben presto – non oltre il VI secolo dell’era volgare – il tempio di età augustea divenne la cattedrale della comunità cristiana di Pozzuoli. Il cristianesimo, del resto, era penetrato nei Campi Flegrei assai per tempo. Nel 61, quando l’apostolo paolo sbarcò a Pozzuoli nel suo viaggio verso Roma, vi trovò già una comunità di fratelli, secondo l’autorevole testimonianza degli Atti degli Apostoli (28, 13-15)

Progressivamente il tempio perse la sua fisionomia finendo per essere quasi interamente inglobato in fabbriche successive, spesso disorganiche, dettate unicamente dalle esigenze del culto.

Agli inizi del XVII secolo la diocesi puteolana fu governata da un vescovo spagnolo proveniente dall’ordine agostiniano, assai ben introdotto a corte: monsignor Martin de León y Càrdenas. Uomo colto e raffinato, il de León aveva viaggiato fin nel Nuovo Mondo ed aveva vissuto per diverso tempo a Roma. Amico intimo del viceré di Napoli, Emanuel de Fonseca y Zunica, conte di Monterey, grazie all’aiuto di quest’ultimo poté coinvolgere nel suo progetto di restauro del tempio di età augustea i migliori artisti del tempo. Nacque così quella che Raffaello Causa chiama “una delle più alte e selezionate gallerie del Seicento nostrano”.

Il tempio di età augustea inglobato nella chiesa barocca è esistito fino al 1964. Nella notte tra il 16 e il 17 maggio di quell’anno, infatti, un violento incendio lo ha devastato, distruggendo molte insigni opere d’arte. Negli anni successivi i resti del tempio sono stati oggetto di un intervento di restauro e parziale anastilosi ad opera di Ezio De Felice, uno dei più noti museografi italiani, ma purtroppo questa azione di recupero è stata interrotta dalla recrudescenza del bradisismo agli inizi degli anni Settanta. Dopo oltre trent’anni di incuria e di indiscriminato saccheggio, nel luglio del 2003, la Regione Campania ha bandito un concorso internazionale per il restauro del tempio-duomo, al quale hanno partecipato ben dodici équipes accreditate. Giusto un anno dopo, nel luglio 2004, è stato proclamato vincitore il gruppo diretto dal prof. Marco Dezzi Bardeschi con il progetto “Elogio del palinsesto”.

Il titolo scelto per l’intervento è assai significativo: i progettisti hanno proposto di conservare tutte le parti storiche superstiti del monumento, compresi gli interventi strutturali contemporanei rimasti incompiuti in modo che tutti possano essere letti, proprio come si fa su un palinsesto che raccoglie brani di opere di secoli diversi.

Malgrado la conclusione dei lavori fosse previste per il 2008, le vicissitudini del monumento sono terminate soltanto l’11 maggio 2014, a cinquant’anni esatti dall’incendio, quando il vescovo di Pozzuoli, mons. Gennaro Pascarella ha potuto riaprire la basilica cattedrale al culto, accogliendo le statue dei Santi patroni e riconsegnando l’edificio all’intera comunità civile.

(descrizione storica elaborata da Diocesi di Pozzuoli – Vicariato per la cultura – Ufficio beni culturali ecclesiastici – Museo diocesano)

Foto di Raffaele Esposito.

 

*****

 

Per coloro che desiderano avere informazioni sulla storia e sulle bellezze della cattedrale, l'Associazione Nemea organizza visite inserite nell'ambito dell'Itinerario Paolino.

 

L'Itinerario base prevede partenza dalla cripta nella chiesa di San Giuseppe e arrivo nella cattedrale per la visita.

 

Questi gli orari di partenza degli Itineari base organizzati nei prossimi fine settimana, con appuntamento davanti alla chiesa di san Giuseppe: sabato alle ore 10 e alle ore 17; domenica alle ore 9.30 e alle 17.00.

 

E' necessario prenotarsi chiamando al numero verd 800144716 (da numero fisso) - tel. 3249053942 oppure inviando una mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  (sarà inviata risposta di conferma).

 

E' possibile concordare orari diversi e vari itinerari.

 

Per orari apertura duomo e celebrazioni: www.cattedralepozzuoli.it

Ai giornalisti

Il vescovo di Pozzuoli, monsignor Gennaro Pascarella, in occasione della Pasqua ha annunciato la riapertura al culto della Cattedrale di Pozzuoli.

«Ho la gioia di annunciarvi – ha sottolineato il presule – che l’11 maggio 2014, dopo 50 anni dall’incendio che provocò la chiusura e segnò l’inizio del suo lento e totale declino, in occasione della processione dei nostri Santi Patroni, la Basilica Cattedrale di Pozzuoli sarà riaperta al culto. È con gioia intima ed esultanza che questa comunità ecclesiale di Pozzuoli dopo decenni di mortificazione e di precarietà riprende possesso del luogo che è simbolo della sua unità visibile intorno al suo Vescovo.

La Basilica Cattedrale di s. Procolo rappresenta, dopo il suo restauro, un esempio unico al mondo di coesistenza e fusione di stili architettonici diversi: sintesi culturale e religiosa tra la classicità latina e la cristianità. Essa è il segno dell’identità non solo religiosa del popolo puteolano che, dopo decenni, può concretamente iniziare a riappropriarsi delle radici storiche, civili e di fede» (il testo completo della lettera del vescovo su www.segnideitempi.it).

In preparazione all’evento, venerdì 2 maggio, alle ore 10.30, nell’auditorium del Seminario vescovile al Villaggio del Fanciullo di Pozzuoli, si svolgerà un convegno di studio presieduto dal vescovo, monsignor Gennaro Pascarella, con interventi di monsignor Piero Marini, presidente dei Congressi Eucaristici Internazionali, già Maestro delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, dell’architetto Alessandro Castagnaro, docente Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Federico II di Napoli, e moderato da monsignor Luigi Longobardo, vicario episcopale per la cultura. Il convegno è rivolto ai presbiteri, diaconi, religiosi, religiose e ai membri dei Consigli pastorali parrocchiali.

Venerdì 9 maggio, alle ore 11.00, nella Basilica Cattedrale s. Procolo Martire al Rione Terra verrà illustrato il lavoro di restauro eseguito. L’incontro, presieduto dal vescovo, monsignor Gennaro Pascarella, e dal sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, moderatore monsignor Luigi Longobardo, vicario episcopale per la cultura, è rivolto a giornalisti, rappresentanti della Regione, dei Comuni flegrei, degli enti preposti per la promozione del turismo e dei beni culturali, delle forze dell’ordine. L’ingresso è ad invito.

La riapertura al culto e alla città della Basilica Cattedrale si svolgerà domenica 11 maggio. Alle ore 17.30 dal largo santa Maria delle Grazie partirà la processione delle statue dei santi Patroni della diocesi di Pozzuoli, che si concluderà nella Cattedrale al Rione Terra, dove si svolgerà, alle ore 18.30, il rito di benedizione e la santa Messa pontificale, presieduta dal vescovo, monsignor Gennaro Pascarella.

Per esigenze legate alla sicurezza, l’accesso alla cattedrale per la partecipazione alla celebrazione della santa Messa sarà consentita fino alle ore 18.00. Potranno accedere all’interno della Cattedrale le autorità ecclesiastiche, civili, militari e i rappresentanti delle parrocchie di Pozzuoli e della Diocesi muniti di pass.

Per favorire la partecipazione di tutti gli altri fedeli, la celebrazione della santa Messa sarà trasmessa in diretta dall’emittente televisiva Napoli Canale 21 e saranno collocati due maxi schermi nel piazzale Sedile dei Nobili al Rione Terra e in piazza 2 marzo 1970.

Conclusa la celebrazione, la Basilica Cattedrale resterà aperta fino a notte inoltrata per permettere a tutti i fedeli che lo vorranno di poterla visitare. L’accoglienza sarà curata dall’Associazione Nemea, da operatori della pastorale giovanile diocesana e da studenti degli ultimi anni degli istituti scolastici superiori cittadini, coinvolti in un percorso di conoscenza e studio della storia del Rione Terra e della Cattedrale, con il coordinamento dell’Ufficio diocesano per i beni culturali ecclesiastici, guidato da don Gianni Spina.

I giornalisti sono invitati ad accreditarsi per la partecipazione sia per l’incontro di venerdì 9 maggio, che per la celebrazione di domenica 11 maggio, inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Per info e per concordare il ritiro del badge per accedere al Rione Terra: cell. 3406841327 – sarà attivato numero verde 800144716.

Questi sono anche i recapiti per prenotare l’Itinerario Paolino con la visita alla Cattedrale e alla chiesa del Coretto, che si potrà realizzare il sabato e la domenica su prenotazione a partire dal 17 maggio, curata dall’Associazione Nemea.

Per ulteriori informazioni: www.diocesipozzuoli.orgwww.segnideitempi.itwww.welcometourist.it

 

Addetto Stampa Carlo Lettieri cell. 3491255840

Redazione giornale diocesano “Segni dei Tempi”

c/o Centro Studi per il Volontariato – Via N. Fasano, 9 – Pozzuoli (NA)      

 

Tredicimila visitatori. Questo il dato in termini di affluenza di ieri, secondo giorno di Fiera Agricola, inaugurata giovedì scorso e fino a domani nel polo fieristico A1 Expo – uscita autostradale A1 Capua (Caserta). Già nel primo pomeriggio il numero di visitatori aveva superato quota cinquemila, confermando, ancora una volta, il successo della manifestazione. Tra gli appuntamenti più importanti di oggi, l’apertura ufficiale dell’ottava Mostra Nazionale della Bufala Mediterranea Italiana. In mattinata si è svolta già la prima premiazione per la categoria “Manze”. Al primo posto l’Azienda “Fattoria di Nonna Vincenza” di Vitulazio (Caserta); al secondo si è piazzata la Provincia di Potenza, con l’azienda “La Marchesa” di Lavello, mentre la menzione d’onore è andata all’azienda “Filippo Morese” di Pontecagnano (Salerno).

 «È l ‘evento più importante del 2014 per la Bufala Mediterranea Italiana – ha commentato il direttore dell’Associazione Nazionale Allevatori della Specie Bufalina, Angelo Coletta – La Mostra metterà in risalto la Campionessa e il Campione della Mostra. I lavori di giudizio sono condotti dal giudice unico Diana Neri e dal suo supplente Chiara Caso, assistiti da Concettina Fezza e Massimo Neri ed entro domani scopriremo chi si aggiudicherà i titoli maggiori nelle altre categorie programmate».

Alta l’attenzione anche per le attività di animazione della Regione Campania e quelle di promozione della Provincia di Caserta, che propone itinerari storici e degustazioni del territorio. Ottimo il riscontro per tutti i convegni, in particolare per il seminario “Gestione alimentare della bufala” a cura di Mangimi Liverini S.p.A. in collaborazione con la facoltà di Veterinaria dell’Università Federico II, in cui si è parlato del giusto processo di adattamento e selezione, che faccia coincidere parto e svezzamento con le condizioni ambientali più idonee a soddisfare le esigenze termiche e nutritive della bufala e della propria prole.

Intanto, a novembre prossimo si conosceranno gli esiti del progetto “C.A.R.A. Terra: l’ape al servizio della società”, presentato ieri al pubblico di Fiera Agricola. Il nome deriva dall’acronimo di Caserta Apicoltura Rilevamenti Ambientali ed è un’iniziativa di monitoraggio del territorio attraverso delle “centraline” poste sui territori di quattro comuni casertani (Caianello, Galluccio, Marzano Appio e Vairano Patenora). In piena emergenza Terra dei Fuochi l’ape, infatti, risulta un efficace indicatore biologico, come ha ricordato Gennaro Di Prisco, docente all’Università Federico II di Napoli. “L’obiettivo del progetto – ha affermato - è eseguire un’indagine conoscitiva dell’inquinamento. Le aree di monitoraggio a nord del Casertano pongono sotto la lente metalli pesanti, attività industriali, polveri; la time line dell’indagine va da maggio a settembre e prevediamo la pubblicazione dei risultati tra circa sette mesi”.

 

 

Addetta Stampa

dott.ssa Mariarosaria Di Cicco

cell. +39 331 4103277

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sabato, 26 Aprile 2014 16:06

Duomo di Pozzuoli riapre al culto

In occasione di questa Pasqua di Risurrezione ho la gioia di annunciarvi che l’11 maggio, dopo 50 anni dall’incendio che provocò la chiusura e segnò l’inizio del suo lento e totale declino, in occasione della processione dei nostri Santi Patroni, la Basilica Cattedrale di Pozzuoli sarà riaperta al culto.

È con gioia intima ed esultanza che questa comunità ecclesiale di Pozzuoli dopo decenni di mortificazione e di precarietà riprende possesso del luogo che è simbolo della sua unità visibile intorno al suo Vescovo.

La Basilica Cattedrale di s. Procolo rappresenta, dopo il suo restauro, un esempio unico al mondo di coesistenza e fusione di stili architettonici diversi: sintesi culturale e religiosa tra la classicità latina e la cristianità. Essa è il segno dell’identità non solo religiosa del popolo puteolano che, dopo decenni, può concretamente iniziare a riappropriarsi delle radici storiche, civili e di fede.

Città posta sul monte, faro sicuro e punto di riferimento certo, la Cattedrale, per secoli, con i vescovi che vi risiedevano, ha costituito il centro della nostra vita ecclesiale.

(segue dalla prima pagina)

La Chiesa è detta edificio di Dio (cfr. 1 Cor 3,9). Il Signore stesso si paragonò alla pietra che i costruttori hanno rigettata, ma che è divenuta la pietra angolare (Mt 21,42 par.). Sopra quel fondamento la Chiesa è costruita dagli Apostoli (cfr. 1 Cor 3,11) e da esso riceve stabilità e coesione. Questo edificio viene chiamato in varie maniere: casa di Dio (cfr. 1 Tm 3,15), nella quale cioè abita la sua famiglia, la dimora di Dio nello Spirito (cfr. Ef 2,19-22), la dimora di Dio con gli uomini (cfr. Ap 21,3), e soprattutto tempio santo, il quale, rappresentato dai santuari di pietra, è l'oggetto della lode dei Santi Padri ed è paragonato a giusto titolo dalla Liturgia alla Città santa, la nuova Gerusalemme. In essa infatti quali pietre viventi veniamo a formare su questa terra un tempio spirituale (cfr. 1 Pt 2,5). E questa città santa Giovanni la contempla mentre, nel momento in cui si rinnoverà il mondo, scende dal cielo, da presso Dio, “pronta come una sposa adorna per il suo sposo” (Ap 21,1s)» (Lumen Gentium, 6).

Il nostro auspicio è che questa riapertura dia nuovo slancio nell’approfondimento della nostra identità di Chiesa fondata nella Trinità, e nel nostro impegno missionario tra le sfide che il mondo di oggi quotidianamente ci presenta. La Cattedrale riaperta non segni solo un accrescimento del nostro orgoglio ecclesiale e civico, ma ci stimoli a considerare sempre di più il nostro essere Chiesa secondo la bella ed evocativa immagine usata da papa Francesco: un  ospedale da campo dove si curano le ferite dell’umanità. «Ogni Chiesa particolare, porzione della Chiesa Cattolica sotto la guida del suo Vescovo, è anch’essa chiamata alla conversione missionaria. Essa è il soggetto dell’evangelizzazione, in quanto è la manifestazione concreta dell’unica Chiesa in un luogo del mondo, e in essa “è veramente presente e opera la Chiesa di Cristo, una, santa, cattolica e apostolica”. È la Chiesa incarnata in uno spazio determinato, provvista di tutti i mezzi di salvezza donati da Cristo, però con un volto locale. La sua gioia di comunicare Gesù Cristo si esprime tanto nella sua preoccupazione di annunciarlo in altri luoghi più bisognosi, quanto in una costante uscita verso le periferie del proprio territorio o verso i nuovi ambiti socio-culturali» (Evangelii Gaudium, 30).

Se questo non è il nostro compito principale a nulla e a nessuno serviranno le belle pietre e gli splendori architettonici. La restituzione della Cattedrale, segno visibile del nostro essere Chiesa adunata dalla Trinità, ci confermi e ci spinga in questa conversione missionaria che oggi con forza ci è richiesta.

Prepariamoci a questo momento innanzitutto con la preghiera che assumerà i connotati del rendimento di grazie al Signore per la sua misericordia verso di noi. Affideremo al buon Dio tutti coloro che con il loro impegno e ministero lungo questi 50 anni hanno desiderato e affrettato questo momento.

Ovviamente questo è l’inizio di un cammino di normalizzazione nell’utilizzo, nell’esercizio del culto e nella vita pastorale della Cattedrale: inizialmente, in attesa del restauro completo del Rione Terra, essa sarà funzionante solo il sabato e la domenica a partire dalla data di riapertura.

Di tutto cuore, facendomi accanto ad ognuno di voi, con affetto vi auguro una santa Pasqua di Risurrezione e paternamente vi benedico!

+ Gennaro, vescovo

Pagina 2 di 3