Lunedì, 04 Maggio 2015 00:00

La terra di santa Rosalia in Sicilia

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All’insegna della vita di Rosalia Sinibaldi, divenuta poi santa, e della visita al santuario Diocesano della Madonna della Milicia, uno dei più antichi della Sicilia. Un itinerario religioso, il primo, alla scoperta delle grotte incastonate nella roccia tra Capaci e il Monte Pellegrino dove Rosalia si ritirava in preghiera e visse. La visita al santuario della Madonna della Milicia e all’antica Chiesazza sulla sommità della roccia ad Altavilla Milicia, il secondo. Entrambi i siti in un territorio ricco di colori e di voci, una terra impastata di tradizioni, sapori e profumata di venti odorosi di chiara salsedine. Sono i due itinerari religiosi ideati e proposti da Terra Damare: due percorsi creati per orientare i processi di sviluppo delle imprese che questa identità costruiscono ogni giorno, ognuna con il proprio lavoro, e fare in modo come questa terra di santa Rosalia, che fu frontiera e luogo di passaggio, oggi valga la meta di un viaggio anche per abbandonarsi ai piaceri della tavola. Che sono davvero tanti. “Il progetto Terra Damare è proposto da Country Side Tour ed è realizzato nell’ambito del Psr della Regione Siciliana per lo sviluppo rurale, della pesca mediterranea, dell’artigianato e per la creazione di itinerari turistici in grado di associare la tradizione e le tipicità locali ai luoghi di produzione ed attrattivi del territorio”, spiega Luigi Amato, coordinatore tecnico del progetto. “E’ un’iniziativa -aggiunge- resa concreta con fondi regionali di provenienza comunitaria, concepita per quei territori che non rientrano né nei Gruppi di azione locale, né nei programmi Leader, ma per quelle realtà che hanno molte cose in comune per la crescita del reddito della popolazione, per l’occupazione e, pertanto, in grado di fare rete. In questo senso, sia Altavilla Milicia che Capaci possono giocare le loro carte per la creazione di attività produttive legate a un turismo non solo balneare, ma più continuativo e meno invasivo, rispettoso dell’ambiente e delle tradizioni antiche”. L’obiettivo prioritario è proprio questo, puntualizza Annamaria Ulisse, tour operator e presidente di Terra Damare: “Mettere queste due località nei circuiti delle città d’arte e religiosi, orientandone i flussi verso la scoperta di una vacanza alternativa a quella classica, promuovendo la creazione di strutture ricettive, dando vita a diverse decine di posti di lavoro attraverso un processo di formazione dei giovani nel campo dell’accoglienza. Che non è poca cosa per due paesi che ha visto emigrare negli anni gran parte della popolazione residente. Non un turismo fatto di grandi numeri, ma di qualità e in grado di inserire Altavilla e Capaci nella mappa delle città da visitare sull’isola ai ritmi dolci di una volta”. Cibo, tradizioni, arte e cultura: quattro filoni che si possono ben racchiudere nel cluster della biodiversità dei luoghi e che possono consentire ai visitatori di immergersi in un’esperienza tipicamente mediterranea.

Eduardo Cagnazzi

Letto 842 volte Ultima modifica il Mercoledì, 10 Giugno 2015 12:38