Domenica, 27 Aprile 2014 00:00

La Cattedrale di Pozzuoli

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L'11 maggio 2014 ha riaperto al culto la Basilica Cattedrale san Procolo Martire sul Rione Terra a Pozzuoli.

Fin dal II secolo a.C. lo sperone tufaceo del Rione Terra, la rocca dell’antica Puteoli, era dominata dal Capitolium, il tempio dedicato alla triade celeste – Giove, Giunone e Minerva – venerata dai Romani sul Campidoglio.

Al tempo di Augusto, però, questa costruzione fu trasformata in un sontuoso monumento marmoreo ad opera dell’architetto Lucio Cocceio Aucto. Si trattava, secondo la felice definizione di Ferdinando Castagnoli di “uno dei più corretti esempi di classicismo augusteo”.

La planimetria dell’edificio puteolano corrisponde quasi perfettamente alla definizione di tempio pseudoperiptero data dal celebre storico dell’architettura Marco Vitruvio Pollione nel suo trattato De Architectura e ne rappresenta uno dei migliori esempi, insieme alla Maison Carrée di Nimes e al tempio di Apollo sul Palatino. I ritrovamenti archeologici compiuti in questi ultimi cinquant’anni nell’intera area hanno indotto Fausto Zevi a ritenere che sul Rione Terra abbiano operato maestranze sceltissime, formatesi direttamente sugli insegnamenti dei grandi cantieri augustei di Roma.

Si può quindi sostenere che se Puteoli nel II secolo a.C. poteva essere definita “Delus minor” per la straordinaria ricchezza dei suoi traffici, al tempo di Augusto essa divenne una “parva Roma”, per la magnificenza e l’eleganza dei suoi edifici.

Il bradisismo e l’invasione dei Visigoti (410) determinarono l’abbandono della città da parte dei suoi abitanti e la progressiva decadenza del suo impianto urbanistico.

Ben presto – non oltre il VI secolo dell’era volgare – il tempio di età augustea divenne la cattedrale della comunità cristiana di Pozzuoli. Il cristianesimo, del resto, era penetrato nei Campi Flegrei assai per tempo. Nel 61, quando l’apostolo paolo sbarcò a Pozzuoli nel suo viaggio verso Roma, vi trovò già una comunità di fratelli, secondo l’autorevole testimonianza degli Atti degli Apostoli (28, 13-15)

Progressivamente il tempio perse la sua fisionomia finendo per essere quasi interamente inglobato in fabbriche successive, spesso disorganiche, dettate unicamente dalle esigenze del culto.

Agli inizi del XVII secolo la diocesi puteolana fu governata da un vescovo spagnolo proveniente dall’ordine agostiniano, assai ben introdotto a corte: monsignor Martin de León y Càrdenas. Uomo colto e raffinato, il de León aveva viaggiato fin nel Nuovo Mondo ed aveva vissuto per diverso tempo a Roma. Amico intimo del viceré di Napoli, Emanuel de Fonseca y Zunica, conte di Monterey, grazie all’aiuto di quest’ultimo poté coinvolgere nel suo progetto di restauro del tempio di età augustea i migliori artisti del tempo. Nacque così quella che Raffaello Causa chiama “una delle più alte e selezionate gallerie del Seicento nostrano”.

Il tempio di età augustea inglobato nella chiesa barocca è esistito fino al 1964. Nella notte tra il 16 e il 17 maggio di quell’anno, infatti, un violento incendio lo ha devastato, distruggendo molte insigni opere d’arte. Negli anni successivi i resti del tempio sono stati oggetto di un intervento di restauro e parziale anastilosi ad opera di Ezio De Felice, uno dei più noti museografi italiani, ma purtroppo questa azione di recupero è stata interrotta dalla recrudescenza del bradisismo agli inizi degli anni Settanta. Dopo oltre trent’anni di incuria e di indiscriminato saccheggio, nel luglio del 2003, la Regione Campania ha bandito un concorso internazionale per il restauro del tempio-duomo, al quale hanno partecipato ben dodici équipes accreditate. Giusto un anno dopo, nel luglio 2004, è stato proclamato vincitore il gruppo diretto dal prof. Marco Dezzi Bardeschi con il progetto “Elogio del palinsesto”.

Il titolo scelto per l’intervento è assai significativo: i progettisti hanno proposto di conservare tutte le parti storiche superstiti del monumento, compresi gli interventi strutturali contemporanei rimasti incompiuti in modo che tutti possano essere letti, proprio come si fa su un palinsesto che raccoglie brani di opere di secoli diversi.

Malgrado la conclusione dei lavori fosse previste per il 2008, le vicissitudini del monumento sono terminate soltanto l’11 maggio 2014, a cinquant’anni esatti dall’incendio, quando il vescovo di Pozzuoli, mons. Gennaro Pascarella ha potuto riaprire la basilica cattedrale al culto, accogliendo le statue dei Santi patroni e riconsegnando l’edificio all’intera comunità civile.

(descrizione storica elaborata da Diocesi di Pozzuoli – Vicariato per la cultura – Ufficio beni culturali ecclesiastici – Museo diocesano)

Foto di Raffaele Esposito.

 

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Per coloro che desiderano avere informazioni sulla storia e sulle bellezze della cattedrale, l'Associazione Nemea organizza visite inserite nell'ambito dell'Itinerario Paolino.

 

L'Itinerario base prevede partenza dalla cripta nella chiesa di San Giuseppe e arrivo nella cattedrale per la visita.

 

Questi gli orari di partenza degli Itineari base organizzati nei prossimi fine settimana, con appuntamento davanti alla chiesa di san Giuseppe: sabato alle ore 10 e alle ore 17; domenica alle ore 9.30 e alle 17.00.

 

E' necessario prenotarsi chiamando al numero verd 800144716 (da numero fisso) - tel. 3249053942 oppure inviando una mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  (sarà inviata risposta di conferma).

 

E' possibile concordare orari diversi e vari itinerari.

 

Per orari apertura duomo e celebrazioni: www.cattedralepozzuoli.it

Letto 2966 volte Ultima modifica il Martedì, 17 Marzo 2015 22:31
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