Mercoledì, 04 Luglio 2012 17:08

Lo stadio di Antonino Pio In evidenza

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Nell'ottobre 2008 è stato aperto al pubblico il sito dove sono stati riportati alla luce i resti dello Stadio realizzato sotto Antonino Pio, in onore di suo padre adottivo Adriano, edificandolo nel luogo ove fu sepolto in primo luogo. Era una costruzione di forma ellittica, che fu demolita in parte dalla costruzione della nuova Via Domiziana. Lo Stadio è inoltre l'unico che possiamo trovare in Italia, perché lo stadio di Roma è diventato la Piazza Navona. Antonino Pio, inoltre, istituì gare ginniche quinquennali, dove gli atleti accedevano con un trionfo e dopo iniziavano ad esibirsi. La cavea era divisa in: Ima, quella d'onore, Media, quella non molto importante, e Summa, di poco conto.

 

Lo Stadio di Antonino Pio, ubicato immediatamente ad occidente della città di Puteoli, sorge su una terrazza naturale, con il fronte settentrionale prospiciente l'antica Via Domitiana (oggi via Luciano) e quello meridionale scenograficamente affacciato sul Golfo di Pozzuoli. Come ci informano le fonti antiche, la costruzione dello Stadio venne promossa dall'imperatore Antonino Pio per celebrare lo spirito filellenico del suo predecessore Adriano il quale, morto a Baia nel 138 d.C., era stato sepolto in un primo momento nell'area di una delle ville di Cicerone a Pozzuoli; in seguito, Antonino Pio, vinte le remore del senato, ne fece trasferire i resti a Roma ed istituì a Pozzuoli, nel luogo della prima sepoltura, giochi di tipo olimpico noti con il nome greco di Eusebeia. Lo Stadio (avente le dimensioni di circa m 300 x 70) presenta la tradizionale pianta rettangolare con uno dei lati brevi curvi (sphendone) e l'altro, riservato alla partenza degli atleti, caratterizzato da un leggero andamento curvilineo. Su questo lato – dove si sono concentrate nell'ultimo decennio del secolo scorso differenti campagne di scavo effettuate grazie ai fondi regionali– si apre un varco monumentale a doppia cortina, originariamente coperto da una volta in muratura. Quest'ingresso introduceva gli atleti direttamente alla pista ed era costituito da più archi realizzati con grossi blocchi di pietra vulcanica locale (c.d. piperno), rivestiti d'intonaco chiaro; di questi archi si conservavano in piedi soltanto i pilastri, mentre i conci, rinvenuti tutti in crollo, sono stati ricollocati nella loro posizione originaria nel corso dei recenti interventi di restauro del monumento. L'accesso agli spettatori, invece, avveniva dal fronte settentrionale filtrato da diversi avancorpi, dei quali si è potuto mettere in luce soltanto il primo ad Est, intervallati da spazi verdi. Passando attraverso di essi ci si immette in un ambulacro con pavimentazione in cocciopesto e copertura a volta composita; da qui, mediante differenti varchi (vomitoria), il pubblico accedeva ai vari settori degli spalti (cavea). Come nella maggior parte degli edifici per spettacoli antichi, anche la cavea dello Stadio di Antonino Pio era organizzata in tre parti, corrispondenti a differenti fasce di spettatori. La parte più bassa della cavea (ima), riservata a personaggi eminenti, è separata dalla pista mediante un muro di recinzione (balteus) e conserva due file di sedute in blocchi di piperno; della parte intermedia e di quella più alta della cavea (media e summa) non si conservano, invece, le gradinate che, stando ad alcune tracce messe in evidenza, non apparirebbero realizzate in piperno.

Letto 2023 volte Ultima modifica il Mercoledì, 04 Luglio 2012 17:13