Mercoledì, 04 Luglio 2012 17:03

Macellum (cd. Tempio di Serapide) In evidenza

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

Per il duplice interesse che esso ha, archeologico e scientifico, è il monumento più singolare di tutta la regione flegrea, ed uno dei più noti di tutto il mondo antico.

Invaso e sommerso dalle acque termominerali che scaturiscono dal sottosuolo in prossimità del litorale (già utilizzate in epoca medievale a fini terapeutici, chiamate Balneum Cantarellus), esso ha rappresentato per alcuni secoli l'indice metrico più prezioso e preciso che si aveva a disposizione per misurare il fenomeno del bradisismo. Tre delle quattro grandi colonne di marmo cipollino che ancora fronteggiano, diritte sulle loro basi, la sala absidata al centro della parete di fondo, servivano come strumento di misurazione del fenomeno; infatti lungo il loro fusto, i fori dei litodomi (molluschi foraminiferi che vivono a pelo d'acqua, chiamati popolarmente "datteri di mare"), indicano chiaramente il livello più alto a cui è giunta in passato l'acqua del mare (m. 6,50 ca.), a testimonianza della sua massima sommersione marina avvenuta in epoca medievale (X secolo) quando il monumento risultava sepolto nelle parti basse, mentre superiormente era parzialmente sommerso dalle acque marine. A séguito della seconda crisi bradisismica e dell'intensa attività sismica del 1983, attualmente esso risulta ad una quota superiore rispetto al livello del mare (dunque non è più sommerso e quindi non è più utilizzabile per la misurazione del bradisismo).

Risalente all'epoca romana (I - II secolo d.C.), l'edificio è stato denominato impropriamente "Tempio di Serapide" per il rinvenimento di una statua del dio egizio all'epoca dei primi scavi. Invece altro non è che il Macellum, cioè il mercato pubblico della città romana. L'insieme si presenta come un cortile a pianta quadrata circondato da un porticato sul quale si affacciano le botteghe che si aprono alternativamente ora verso l'interno ora verso l'esterno; due latrine pubbliche sono dislocate ai lati dell'abside di fondo, mentre resti di scale che conducevano al piano superiore del porticato si conservano ai lati dell'ingresso monumentale che si apriva verso il porto; infine, al centro del cortile vi è una costruzione circolare sopraelevata, circondata un tempo da colonne (coperta forse da una cupola o da un tetto conico, chiamata tholos), sul quale podio si poteva salire tramite quattro scalinate disposte a croce: presentando al centro resti di condutture per una fontana, si ipotizza che fosse destinato al mercato del pesce.

L'edificio è simile ad altri mercati di epoca romana che ancora si conservano in tutta l'area mediterranea (Pompei, Morgantina, ecc.), solo che questo di Pozzuoli è senz'altro il più monumentale e sfarzoso di tutti. Le colonne rimaste in piedi ci fanno intuire che l'edificio doveva avere una notevole altezza.

Tutto l'edificio ricorda nella pianta altri mercati di città antiche, come quelli di Roma, Timgrad, Djemila, Perge e Cremna. Tra questi il Macellum di Pozzuoli resta uno dei più grandiosi ed integri, grazie anche alla sommersione bradisismica che nei secoli passati lo ha preservato da una più grande spoliazione dei suoi elementi architettonici. La sua ubicazione presso il mare è pienamente giustificata dal carattere commerciale e marittimo della città. Inoltre, la presenza di una statua di Serapide al suo interno, fa ipotizzare che il Macellum di Pozzuoli potrebbe essere stato dedicato a divinità egizie.

Letto 2097 volte Ultima modifica il Mercoledì, 04 Luglio 2012 17:20