Martedì, 03 Luglio 2012 11:39

Cappella del SS. Sacramento "Coretto"

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Questa grande Cappella fu edificata nella seconda metà del 300 da Giovanna I D'Angiò regina di Napoli in memoria del marito Luigi di Taranto e dedicata all'apostolo San Giacomo. Trasformata architettonicamente nei primi anni del 600, a cura della Confraternita del Corpo di Cristo, sorta nel 500, fu dedicata al SS. Sacramento. Fu annessa al Duomo nel 1817. Nel 1898 il Canonico Decano Antonio Conte la restaurò e vi aggiunse un piccolo coro per la recita quotidiana del Divino Ufficio che ha poi dato origine alla denominazione di "Coretto".
In questa Cappella si riuniva il popolo per eleggere i tre rappresentanti del suo ceto in seno al governo della città ed il regno Governatore prendeva possesso della carica col prestare giuramento e ricevere dal Maestro Giurato la bacchetta della giustizia. Tali consuetudini furono mantenute sino al 1805.
Gli stemmi della Città nei pennacchi della cupola ne sono un ricordo. Semplicità e lindezza di particolari sono le caratteristiche di questa Cappella.
Sovrasta l'altare in marmo policromo col magnifico paliotto (sec. XVII) una tela di Cesare Francanzano (1605 - 1652) raffigurante S. Paolo che scrive il biglietto all'amico Filemone (vedi nelle lettere di S. Paolo la lettera a Fileomone). I personaggi sono resi con grande plasticità ed il caldo accostamento cromatico ben equilibrato richiama alla mente tutta la pittura veneziana e caravaggesca .
A destra di chi guarda l'altare, monumento funebre del vescovo Gerolamo Bernardo de Quiros (1604 - 1615). Sulle porte laterali targhe commemorative dei vescovi Michele Zezza (1893 - 1919) e Giuseppe Petrone (1921 - 1933 dello scultore Pellegrino.
Di fronte al monumento funebre del vescovo Pietro Ignazio Marolda (1837 - 1842) si ammira quello di Antonio Winspeari deceduto nel 1820 e scolpito dal Masucci nel 1823.
E' indubbiamente un opera derivante dagli schemi del Canova per la sua impronta neo classica. La severità e l'imponenza del personaggio fanno di questa scultura un capolavoro di ritrattistica funeraria.
Sotto la piccola cantoria, monumentino del vescovo Nicola de Rosa (1733 - 1774).
Uscendo dal Coretto, notare a destra il monumento del vescovo Gennaro De Vivo (1876 - 1893) e a sinistra quello del vescovo Carlo Maria Rosini (1797 - 1836).

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